#42 - Visualizza il successo. Poi alzati e fai qualcosa.
Oggi ho deciso di infilarmi in un bel ginepraio, parlando della forza del pensiero. Uno di quei temi per cui, qualunque cosa dica, qualcuno penserà che sono un ingenuo. O uno scettico. O entrambe le cose.
Quindi scelgo la posizione centrale. Forse non proprio a metà, ma più o meno lì. Così scontento tutti.
Ora, devo sforzarmi di non fare battute stupide. Tipo questa: Volevo perdere 5 kg, così mi sono detto: "Uso la forza del pensiero." Mi sono concentrato, ho visualizzato la mia silhouette perfetta, ho chiuso gli occhi e ho aspettato. Per ammazzare il tempo, ho mangiato un’intera torta.
Ecco, chiudiamo il capitolo "battute da bar" e torniamo seri. O quasi. Perché se da una parte abbiamo i fan sfegatati della “visualizzazione creativa”, quelli convinti che basti pensare forte a un parcheggio libero per trovarlo, dall’altra ci sono i razionalisti inflessibili, quelli che dicono: “Se bastasse il pensiero, sarei milionario, magro e alle Maldive. E invece sono qui.”
Quindi proviamo a stare lì, nel mezzo. Non garantisco che ci riuscirò, ma almeno ci provo.
Gli estremismi sono comodi per tenere il gruppo compatto
Gli estremismi di cui ho parlato non nascono per caso. Sono comodi perché radicalizzare le contrapposizioni è il modo migliore per serrare i ranghi degli adepti. Funziona in politica e funziona anche nei dibattiti sul pensiero.
Ultima nota: "razionalisti inflessibili" e "creativi della visualizzazione" sono definizioni mie, che ho usato giusto per capirci.
E dopo questa partenza un po’ noiosa, vi prometto che cambio registro.
La regola più famosa in questo campo è probabilmente la Legge dell’Attrazione, che nella sua versione più estrema dice più o meno che, se desideri profondamente qualcosa, l’energia che emani la attrae e l’universo, in qualche modo, ti accontenta.
Vi dico subito la risposta più diffusa a questa teoria: se stai seduto sul divano tutto il giorno, puoi pensare quello che vuoi, ma non succederà nulla. Ed è difficile dar loro torto.
Il nostro atteggiamento mentale influenzi il modo in cui vediamo la realtà
Ora, però, è indubbio che il nostro atteggiamento mentale influenzi il modo in cui vediamo la realtà. Due persone possono vivere lo stesso evento, ma interpretarlo in modo opposto.
Può cambiare addirittura il mondo intorno a te. Se hai pensieri positivi, è molto probabile che ti circonderai di persone positive. Se sei proattivo, attiri persone proattive. Non perché l’universo ti stia premiando, ma perché il tuo atteggiamento condiziona le tue azioni e le tue scelte.
Se nella tua mente disegni con chiarezza il tuo futuro, sapendo esattamente cosa vuoi e come ottenerlo, e agisci con determinazione, allora sì, hai molte probabilità di arrivarci. Si chiamano obiettivi. E senza obiettivi non si va molto lontano.
Se fate attenzione, questo non è così distante dalla Legge dell’Attrazione. Nessuno dice che devi solo pensare senza agire. O almeno, lo dicono in pochi, ma quelli possiamo anche lasciarli perdere.
Le spiegazioni energetiche che stanno dietro a tutto questo, dal punto di vista pratico, contano abbastanza poco. Chi critica questa visione sposa comunque gli obiettivi come strumento per raggiungere traguardi importanti.
Quindi, alla fine, che sia una visione più spirituale o completamente razionale, il punto non cambia: se definisci un obiettivo e lo persegui con determinazione, le probabilità di raggiungerlo sono alte.
Con la determinazione sicuramente raggiungerai quello che vuoi.
Eppure, io sono sempre perplesso quando sento dire che, con la determinazione, sicuramente raggiungerai quello che vuoi. Per essere certo di riuscirci, devi anche essere sicuro che quella sia davvero la tua strada, e non solo quella che credi sia la tua strada.
E poi, avere un obiettivo non basta, devi anche avere i mezzi per raggiungerlo.
Io, per esempio, ho giocato a basket per tanti anni. Ero molto lontano dall’essere un campione. Diciamo che ero abbastanza bravo da giocare, ma non abbastanza da essere utile alle squadre forti. Per quanto potessi impegnarmi, non sarei mai diventato un campione. Ma ne ero consapevole. Anzi, era sotto gli occhi di tutti. Anche i miei.
Quindi sì, il pensiero è potente, la determinazione è fondamentale. Ma non basta solo volerlo. Bisogna capire cosa è davvero nelle nostre corde. E, soprattutto, bisogna avere l’onestà di chiedersi: sto inseguendo quello che voglio davvero o quello che penso di volere? Guarda che questo punto è più complesso di quanto sembri a prima vista.
I nostri pensieri hanno un impatto sul corpo?
I nostri pensieri hanno un impatto sul corpo? Evidentemente, su questo tema non sono un esperto, ma di una cosa posso essere certo: sì, i pensieri positivi aiutano.
Anche la medicina occidentale riconosce che il pensiero ha un peso. Ad esempio quando si testano nuove terapie o farmaci, si usa sempre un gruppo di controllo a cui non viene dato nulla, per verificare l’effetto placebo. In pratica, si misura quanto il solo pensare di essere curati possa influire sulla guarigione.
Ma teorizzare che tutte le malattie dipendano esclusivamente dai nostri pensieri significa escludere che esistono fattori ambientali, genetici o legati allo stile di vita. Quindi dovremmo ignorare la familiarità per alcune malattie, che fumo e alcol sono fattori di rischio, che lo sport fa bene o che vivere accanto a un’acciaieria, o peggio, lavorarci, è pericoloso.
Il pensiero positivo aiuta. Ma, soprattutto, aiuta smettere di essere sempre negativi, polemici e lamentosi. Perché i pensieri non fanno miracoli, ma condizionano il modo in cui vivi la tua vita e vedi il mondo.
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