#8 - Quando l’incompetenza si sopravvaluta e la competenza si sottovaluta
Sdraiato su una spiaggia, un Mojito in mano, hai l’idea che cambierà le sorti del paese che ti sta ospitando e che da decenni cerca faticosamente di risollevarsi. Ma a te sono bastati dieci giorni di vacanza e qualche drink per capire il problema, trovare la soluzione e iniziare a chiederti come abbiano fatto a non capirlo prima. Torni a casa, convinto che il Nobel sia solo questione di tempo, e scopri che non hai ancora imparato a programmare una mail automatica nel sistema installato in ufficio da più di un anno. Questo è il bias di Dunning-Kruger, quando risolvere i problemi degli altri è semplice, ma non riesci a risolvere i tuoi.
chi ha scarse competenze su un argomento tende a sopravvalutare le proprie capacità
L’effetto di Dunning-Kruger è un bias in cui gli individui con scarse competenze su un argomento tendono a sopravvalutare le proprie capacità.
Ricordi quando tuo cugino, dopo aver visto un video su YouTube, era convinto di poter discutere da esperto di cambiamenti climatici? Ecco, quello è il bias di Dunning-Kruger in azione!
L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza
Questo fenomeno è da sempre presente nella società, tanto che Charles Darwin disse: "L'ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza". Ma fu solo nel 1999 che David Dunning e Justin Kruger pubblicarono i risultati della loro ricerca, facendo una scoperta rivoluzionaria: le persone incompetenti non sanno di esserlo.
Con i loro studi evidenziarono come siano proprio le persone meno competenti ad avere maggiore fiducia nelle proprie abilità, sottovalutando le persone che le circondano. È interessante notare come, all’aumentare dell’esperienza, la percezione delle proprie abilità crolli per poi ricominciare a crescere solo quando si diventa veramente esperti.
Diventare invisibile alle telecamere di sorveglianza grazie alle proprietà del succo di limone
Sembra che l’idea di intraprendere questa ricerca sia nata leggendo un caso di cronaca. Nel 1995, McArthur Wheeler decise di rapinare due banche senza mascherarsi, credendo di poter diventare invisibile alle telecamere di sorveglianza grazie a un'interpretazione sbagliata delle proprietà del succo di limone. Così si cosparse il volto. Nonostante il suo "trucco", fu arrestato poche ore dopo, poiché le telecamere registrarono senza problemi. Al momento dell’arresto, Wheeler, incredulo, continuava a ripetere: "Ma ho usato il succo di limone!". Dunning lesse la notizia e pensò: se Wheeler è così inconsapevole da agire in questo modo, forse è anche troppo incompetente per rendersi conto della propria incompetenza. Questo fu il punto di partenza per la ricerca, ma poi prese una direzione un po’ differente.
Grazie ai social media, tutti abbiamo un palcoscenico su cui esibirci
Oggi, grazie ai social media, tutti abbiamo un palcoscenico su cui esibirci. Questo fenomeno è quindi diventato più visibile. Molti si sentono in dovere di commentare e teorizzare su qualunque argomento, soprattutto quando non si ha alcuna competenza. E così, l'esperto di calcio del lunedì diventa il critico cinematografico del martedì e il coach finanziario del mercoledì.
Quella che una volta chiamavamo la cultura da settimana enigmistica, cioè una conoscenza superficiale e frammentata, potremmo tranquillamente ribattezzarla la cultura del post.
La sindrome dell'impostore: statisticamente, le donne sono più colpite rispetto agli uomini
Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia. Le persone molto competenti, che magari hanno ottenuto riconoscimenti o successi professionali, credono di non essere meritevoli perché consapevoli di non sapere tutto. Queste persone tendono a sottovalutare quanto sanno e sopravvalutare le conoscenze degli altri, vivendo con la paura che le loro presunte mancanze vengano scoperte. Ti è mai capitato di sentirti un impostore sul lavoro, nonostante tutti dicano che sei competente? Questa si chiama la sindrome dell’impostore.
Statisticamente, le donne sono più colpite da questo problema rispetto agli uomini.
Michelle Obama disse: "Ho dovuto superare quella sensazione di dubbio che spesso mi diceva che non ero abbastanza brava. È la sindrome dell'impostore che molte donne e ragazze sentono".
La lista delle persone di successo che hanno sperimentato questo disagio è lunga e comprende individui provenienti da tutti i settori. Anche Albert Einstein, nonostante le sue straordinarie scoperte, ammise di sentirsi a volte un impostore, dubbioso del proprio valore.
In ogni caso, le persone più competenti, anche se non soffrono della sindrome dell’impostore, avranno sempre meno sicurezza
In ogni caso, le persone più competenti, anche se non soffrono della sindrome dell’impostore, avranno sempre meno sicurezza su un argomento rispetto a chi è vittima del bias di Dunning-Kruger.
Non dobbiamo decidere da quale lato della barricata stare. La consapevolezza che non esistono materie scontate dovrebbe far squillare un campanello d’allarme quando pensiamo di aver capito tutto su un argomento che conosciamo poco. Allo stesso tempo, bisognerebbe accettare che la perfezione non è di questo mondo.
Uno dei temi centrali di questo podcast, la curiosità, di cui abbiamo parlato nel primo episodio, ci spinge a migliorare sempre e ci tiene alla larga dal bias di Dunning-Kruger.
Abbiamo fatto riferimento alle persone che commentano senza controllo sui social. Questo ci porta a un altro tema molto interessante, la reputazione, di cui parleremo nel prossimo episodio.