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Loris Sparti
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Torino I Italia

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#52 - Non sto perdendo tempo, sto oziando.

Una mattina, senza un vero perché, ho deciso di uscire per camminare al parco.
Avevo voglia di camminare, niente podcast nelle orecchie, niente destinazione da raggiungere, niente da risolvere.

Volevo solo muovermi un po’. Respirare. Staccare.
Cosa c’è di meglio del contatto con la natura, quando hai bisogno di serenità?

Di solito, il parco lo uso per correre. O almeno, ci provo. Ma stavolta era diverso. Niente cardio, niente cronometro. Stavo cercando equilibrio.

E poi, proprio lì, tra gli alberi, è successo. Quel silenzio, quel verde… a un certo punto, hanno iniziato a funzionare. È diventata una forma di meditazione. Solo io che finalmente smettevo di pensare.

In quel momento mi è arrivata l’idea. Quella che inseguivo da giorni e che ha deciso di presentarsi proprio quando ho smesso di cercarla. Il punto è questo, quello che sembrava tempo buttato, sprecato, improduttivo… era esattamente ciò che mi serviva.

L’ozio, in fondo, è una questione di disponibilità mentale. Non di pigrizia. Ma di apertura.
Non è solo stare spalmati sul divano con il telecomando in mano. Anche se pure quello, alcune volte, ha il suo perché.

È lasciar correre il tempo senza fargli pressione. E quando smetti di tirargli la giacca, ti restituisce molto di più. 

virgolette per citazione 

Cos’è davvero l’ozio? È uno spazio mentale che decidi di concederti

 

Partiamo dal principio. Cos’è davvero l’ozio?

Non è quella cosa in cui scrolli TikTok per tre ore dicendo a te stesso che “ti serve per staccare”. Non è la semplice inattività, non è pigrizia e nemmeno tempo perso. 

L’ozio, quello serio, è uno spazio mentale che decidi di concederti. È un tempo libero da pressioni, un vuoto consapevole in cui lasciare sedimentare le idee. 

Un momento in cui rallentiamo per permettere al cervello di respirare, ricaricarsi e vedere le cose da una prospettiva diversa. Insomma, l’ozio non è non fare nulla, ma fare spazio.

L’ozio è un aperitivo con gli amici in cui nessuno guarda l’orologio, o il telefono, o la vita degli altri su Instagram, perché in quel momento non ti interessa essere altrove. 
È uscire a camminare senza meta, senza musica nelle orecchie, solo per il gusto di muovere il corpo e liberare la mente. È il lusso di affacciarsi alla finestra con una tazza in mano e pensare... niente. Oppure tutto.
È quella domenica in cui finalmente apri la rivista che hai comprato due mesi fa in edicola, convinto che ti avrebbe cambiato la vita. Sarà che che ho pubblicato riviste per vent’anni, ma ancora adesso non riesco a leggerle davvero. Mi perdo nei dettagli. Il font dei titoli, il tipo di carta, l’impaginazione.
Guardo la copertina e penso: “Ah, hanno usato il Baskerville Bold. Coraggiosi.” E poi vado avanti così, per mezz’ora, senza leggere una riga.

virgolette per citazione 

Non si tratta solo di prendere tempo, ma di prendere la giusta distanza

 

Il filosofo inglese Bertrand Russell aveva già detto tutto nel 1932, quando scrisse il suo Elogio dell’ozio. Secondo lui, l’ozio non è un lusso, ma una necessità per vivere bene. Concedersi momenti liberi dalla pressione del dover fare qualcosa è essenziale per coltivare idee originali, creatività, passioni e, in definitiva, felicità.

Non è una pausa dalla vita. È la parte in cui la vita prende forma.

Io, per esempio, ho proprio bisogno di tempo per lasciar riposare le idee, quello che scrivo e tutti i lavori creativi. Non sono uno di quelli che ha l’intuizione al primo colpo. Anzi. Devo allontanarmi, per guardarla con occhi nuovi, quasi non fosse mia. Meglio se tra me e l’idea metto un po’ di sano ozio. E poi la mia scarsa memoria farà il resto. 

Non si tratta solo di prendere tempo, ma di prendere la giusta distanza. Oggi, un azione quasi rivoluzionaria.

Il sociologo Domenico De Masi, che su queste cose ha costruito una carriera, parla di ozio creativo, un’idea più contemporanea, ma altrettanto potente. Lui dice che il vero colpo di genio arriva proprio quando sei lì a non fare nulla di utile. Magari mentre giochi, o leggi, o guardi la lavatrice che gira. 

virgolette per citazione 

L’ozio fa bene al tuo lavoro creativo

 

Ed è qui che torniamo alla questione creativa. Perché l’ozio, oltre a farti bene, fa bene al tuo lavoro. Soprattutto se fai branding, comunicazione, storytelling, tutte quelle cose dove la mente deve essere lucida, ma anche un po’ sognatrice.

Quando ti fermi e lasci che le idee respirino, riesci a guardare il tuo brand da un’altra prospettiva. Ti rendi conto di cosa stai dicendo davvero. Capisci che tono hai, che faccia hai, se somigli a un amico sincero o a uno che cerca solo di venderti qualcosa. 

L’ozio ti fa scrivere storie migliori. Ti fa costruire messaggi più veri. Ti fa creare un brand che ha una voce, una personalità.
Uno che non urla più degli altri, ma che ha qualcosa di autentico da dire.

Perché quando tutti hanno sempre la necessità di dire qualcosa, forse, alla fine, la differenza la fa chi ogni tanto si prende il lusso di stare zitto. Oziare. E poi dirla meglio.

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