#7 - Intelligenza Artificiale Generativa: Opportunità, rischi e il futuro dell'unicità umana
Erano gli inizi degli anni ’80 quando Bill Gates profetizzava: “Il mio obiettivo è mettere un computer su tutte le scrivanie e in tutte le case”. Esagerato! pensavamo. E invece si sbagliava. Oggi abbiamo un computer su tutte le scrivanie, uno in tutte le case e uno in tutte le tasche. In soli 40 anni, la tecnologia ha trasformato profondamente il nostro modo di vivere e lavorare.
Tra paura e scetticismo, siamo pronti a scrivere un altro capitolo di questa storia: l'intelligenza artificiale generativa. Uno strumento che ci spinge a guardare oltre la siepe, aprendo orizzonti inediti di creatività e innovazione.
L’intelligenza artificiale è una tecnologia capace di svolgere compitiche, fino a poco tempo fa, richiedevano l’intelligenza umana
L’intelligenza artificiale è una tecnologia capace di svolgere compiti che, fino a poco tempo fa, richiedevano l’intelligenza umana: dall’apprendimento al ragionamento, dalla comprensione del linguaggio naturale alla risoluzione di problemi complessi.
Tra tutte le sue applicazioni, l’intelligenza artificiale generativa è forse la più affascinante: il suo scopo è generare contenuti originali e creativi. Il modello più famoso è ChatGPT.
È largamente condivisa l'idea che le emozioni, l'empatia e la creatività restino i tratti distintivi dell'essere umano
Le paure che gravitano attorno all’intelligenza artificiale riguardano la possibilità che le macchine superino l’utilità dell’uomo.
È largamente condivisa l'idea che le emozioni, l'empatia e la creatività restino i tratti distintivi dell'essere umano, impossibili da replicare da una macchina. Un'opinione condivisibile, infatti, i risultati dell’intelligenza artificiale, ad oggi, seppur sorprendenti, trasmettono una certa freddezza, una razionalità priva di calore umano. Ecco perché dobbiamo coltivare sempre di più il nostro lato umanistico, nutrire la curiosità, imparare a riconoscere le nostre emozioni. Se non lo facessimo, i nostri punti di forza, emozioni, empatia e creatività, rimarrebbero solo bellissimi principi.
Quando l’intelligenza artificiale sbaglia, tecnicamente quando produce allucinazioni lo fa con una sicurezza che inganna
In parole semplici, l’intelligenza artificiale riesce a svolgere i suoi compiti grazie a una mole immensa di informazioni che le vengono fornite o che raccoglie dal web. Qui non voglio aprire il dibattito sui diritti d’autore o sulla legittimità di questo processo, ma focalizziamoci sulla qualità dei risultati.
Se l’intelligenza artificiale si nutre di contenuti disponibili sul web, e molti di questi, ad essere gentili, non brillano per affidabilità, è probabile che i risultati rifletteranno questo limite. Non a caso, ChatGPT riporta chiaramente nella sua pagina di conversazione: "ChatGPT può commettere errori, verifica sempre le informazioni importanti." Il problema è che, quando l’intelligenza artificiale sbaglia, tecnicamente quando produce allucinazioni, lo fa con una tale sicurezza che, se non sei un esperto, è difficile accorgersene.
Ecco perché, prima di chiedere all’intelligenza artificiale qualcosa di importante, bisogna essere preparati, altrimenti non si può svolgere il ruolo di organo di controllo. Ed è qui che entra in gioco il pensiero critico. Non possiamo accettare passivamente le risposte dell’intelligenza artificiale. Dobbiamo essere noi a mantenere il controllo, verificando e approfondendo ciò che ci viene proposto. Senza questa capacità di discernimento, rischiamo di cadere in trappole informative senza rendercene conto.
Quando l’intelligenza artificiale manifesta pregiudizio questi si chiamano bias cognitivi
Oltre alle allucinazioni, c’è un altro problema da considerare: i bias algoritmici. Quando l’intelligenza artificiale manifesta pregiudizi, lo fa perché è stata addestrata su testi che, a loro volta, ne contengono. Anche da questo punto di vista, il web è pieno di informazioni discutibili. Proprio come gli esseri umani assorbono pregiudizi dal proprio contesto sociale, anche l’intelligenza artificiale ne assorbe dai contenuti del web. Noi dobbiamo essere attenti a riconoscerli e correggerli.
Come esseri umani, dobbiamo coltivare ciò che ci rende unici: le emozioni, l’empatia e la creatività
In sintesi, l’intelligenza artificiale è uno strumento potente, ma deve essere usata con criterio e competenza. Deve rimanere uno strumento, non diventare la fonte dei nostri pensieri o dei contenuti che generiamo. Il rischio è un futuro in cui la nostra conoscenza proviene da una sola voce.
Come esseri umani, dobbiamo coltivare ciò che ci rende unici: le emozioni, l’empatia e la creatività. Solo con una formazione continua e un'attenta cura delle nostre capacità critiche possiamo usare questo strumento in modo consapevole.
Nel prossimo episodio esploreremo due fenomeni psicologici, la sindrome di Dunning-Kruger e la sindrome dell’impostore: due facce opposte della stessa medaglia, che ci portano a valutare in modo errato la nostra preparazione.